L'alimentazione invernale

L’alimentazione invernale

L’inverno è la stagione che nel ciclo annuale segna il passaggio dalla predominanza massima dell’Aria (solstizio d’inverno) alla predominanza massima dell’Acqua (equinozio di primavera), manifestando delle qualità fredde e umide insieme proprio perché sotto l’influenza congiunta di questi due Elementi.
Il punto tradizionale di ingresso nella stagione invernale è il solstizio d’inverno, momento nel quale le forze solari sono al minimo e la durata del giorno è la più breve dell’anno, mentre la natura fredda e buia dell’Elemento Aria è, al contrario, al suo apice; proprio nel momento della sua massima influenza, però, l’Elemento inizia a perdere potere, lasciando che le forze solari riprendano a crescere.
Il solstizio d’Inverno, simboleggiando la ciclica vittoria della luce sul buio, è festeggiato fin dall’antichità (in questi giorni avevano luogo a nell’antica Roma i Saturnalia, che terminavano con la festa del Sol Invictus). Questo periodo dell’anno simboleggia insieme la morte e la rinascita, dato che la nuova vita inizia proprio da questo momento di massima oscurità.
È una rigenerazione profonda, sia a livello fisico che spirituale, un ritirarsi in sé che porta al concepimento della nuova vita, proprio come la luce che, vinte le tenebre, riprende a salire.
Al tempo stesso, le forze della Terra si indeboliscono, lasciando lentamente il controllo a quelle dell’Acqua. Grazie infatti alle piogge autunnali, la Natura ha ritrovato un equilibrio tra secco e umido e questo permette il reintegro delle riserve profonde di acqua fondamentali per la rinascita primaverile.
Durante la stagione invernale la Natura, dopo aver ritratto in sé la sua vitalità nell’autunno, la concentra nella profondità della terra per prepararsi al nuovo inizio. In questo momento tutto ritorna al grembo materno e viene sepolto: come nel mito di Persefone e Demetra, la vita si svolge prevalentemente sotto terra, dove riposa il seme, nello sviluppo delle radici e nel regno minerale.
La Natura si chiude in sé stessa, recuperando le sue energie per prepararsi alla crescita e allo sviluppo che seguiranno nelle stagioni successive.
Il periodo seguente il solstizio d’inverno, può essere visto come la gestazione che intercorre tra il concepimento e la nascita simboleggiata dalla primavera. Paragonato alla vita umana, è la fase della gravidanza; quando il bambino “viene alla luce”, esce dal buio come il seme che germoglia.
Nel ciclo della giornata, queste energie di Aria e Acqua si manifestano tra la mezzanotte e l’alba: è un momento di massima quiete, dedicato all’introspezione e alla vita interiore, al silenzio e alla calma, all’attesa e anche alla stasi, al pensiero astratto che precede l’azione e quindi anche alla formazione di nuove idee (simili a dei semi interrati, concepiti, che attendono di prendere vita).
Tra i temperamenti umani corrisponde al linfatico linfatico.
La dieta adatta in questa fase è basata su cibi nutrienti e rinvigorenti, che preparino alla forza espansiva primaverile e al tempo stesso proteggano il corpo dalla rigidità del clima invernale e dall’umidità.
I cibi di questa stagione saranno più asciutti rispetto all’autunno ma maggiormente scaldanti.
Data la stagione molto fredda e umida, gli alimenti crudi e di natura fredda, che abbasserebbero ulteriormente il calore interno, andrebbero ridotti: latte e latticini freschi e morbidi, yogurt, latte di soia, tofu e patate. Sarebbe consigliabile riequilibrare la loro natura con cotture appropriate, per esempio friggere il tofu o cuocere le patate arrosto .
Le verdure estive come peperoni, pomodori, melanzane, zucchine, cetrioli, e anche i funghi e germogli, possono essere consumati occasionalmente, in preparazioni tradizionali come pomodori secchi, verdure sott’olio e frutta essiccata.
I frutti tropicali vanno eliminati (banana, ananas, avocado, noci di cocco che portano un rallentamento del metabolismo) dato che sono adatti ad un clima molto caldo, mentre la frutta nostrale di stagione può essere consumata preferibilmente cotta oppure sostituita con la frutta essiccata (fichi secchi, albicocche secche, uvetta ecc.).
Sono da preferire gli alimenti dal sapore naturalmente dolce e dalla natura riscaldante: zucca, carota e radici in genere, rapa rossa, cipolla, aglio, porro, tutti i cavoli; cereali riscaldanti come avena, segale, grano di ogni tipo, miglio, grano saraceno; seitan; pane integrale, fagioli, ceci e lenticchie di ogni tipo (ad eccezione del fagiolo Mung o azuki verde e del fagiolo di soia, che hanno una natura raffreddante) preferibilmente stufati con erbe aromatiche.
Le erbe aromatiche sono apportatrici di fuoco in modo tenue e possono essere consumate ad ogni pasto (rosmarino, salvia, maggio- rana, timo, origano, erba cipollina, estragone, ecc.).
Fanno eccezione basilico, prezzemolo, zafferano e menta che sono invece raffreddanti.
Le spezie, come curry, curcuma, cannella, pepe e peperoncino, possono essere consumate saltuariamente e in piccole dosi, utilizzandole più come medicinale che come alimento, per le loro proprietà fortemente riscaldanti. Stimolano molto il Fuoco e possono comunque risultare eccessive e quindi dannose per le costituzioni più delicate.
In questo periodo, dato il clima rigido, le proteine animali anche più “forti” sono tollerate più facilmente rispetto ad altri momenti dell’anno, sempre ben abbinate e senza eccedere nelle dosi.
I sapori associati a questi due Elementi sono l’acido e il salato, per questo è importante, per non sovraffaticare l’apparato relativo, ridurre gli acidi troppo forti (aceto di vino e preparazioni industriali a base di aceto) e il sale, specialmente il sale raffinato che è un prodotto altamente acidificante, sostituendolo prima di tutto con sale marino integrale e poi con sostituti come miso, shoyu, gomasio e umeboshi.
L’agro di umeboshi come l’aceto di mele sono un ottimo sostituto dell’aceto di vino, con proprietà tonificanti e depurative molto accentuate, a differenza degli aceti provenienti da fermentazione alcolica che risultano acidificanti e demineralizzanti. Un eccellente sostituto dei sottaceti sono gli insalatini o i crauti, che hanno anche moltissime proprietà benefiche per l’organismo.
In questa stagione il nostro sistema necessita di riscaldarsi tramite l’assunzione di alimenti legati al Fuoco, e quindi avrà una naturale propensione per il cibo dolce.
Ma il sapore tossico dello zucchero bianco e dei dolcificanti raffinati è dannoso per l’apparato cardiocircolatorio in quanto blocca l’Elemento e lo squilibra ulteriormente. Lo zucchero integrale è già un alimento più complesso e meno forte mentre il miele è uno zucchero molto semplice, va consumato con parsimonia (la natura stessa ce lo fornisce in minima quantità: più che un alimento è un nettare medicinale da utilizzare saltuariamente).
Le cotture da ridurre, sono quelle troppo umide, come la bollitura e la scottatura; mentre si preferiscono gli stufati, la frittura occasionale e in generale cotture prolungate con olio, che agisce come una lente sul calore, concentrandolo e intensificandolo. In questo periodo dell’anno, data la condizione ambientale freddo-umida, la cottura al forno, che è invece la più calda e secca, è ben tollerata.

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