L'alimentazione autunnale

L’alimentazione autunnale

di Teresa Bagni

L’autunno è il periodo dell’anno nel quale si raccolgono i frutti della Natura che sono giunti a maturazione durante l’estate e si trasformano, utilizzando anche tecniche naturali come l’essiccazione, per permetterne la conservazione durante l’inverno. I frutti di stagione sono soprattutto frutta e bacche, noci di vario genere, alcuni vegetali conservabili per l’inverno come patate, cipolle, zucche, agli, legumi e cereali, oltre che ad una ampia varietà di ortaggi.

Per bilanciare le qualità esterne della stagione ed evitare che divengano talmente forti da produrre uno squilibrio, nella alimentazione autunnale si inseriscono tradizionalmente le zuppe, che umidificano il corpo evitando una eccessiva secchezza e rigidità, ed i cibi di stagione che sono naturalmente riscaldanti, preparati con cotture adeguate che portino calore profondamente e durevolmente. L’alimentazione autunnale in parte asseconda il movimento della stagione per la presenza di cibi contraenti che aiutano a prepararsi all’Inverno ed in parte bilancia la tendenza al raffreddamento, fornendo cibi riscaldanti che permettono di mantenere una buona temperatura corporea e affrontare preparati i primi freddi, e all’eccessiva disidratazione, con l’inserimento di cotture più umide come zuppe, vellutate e stufati. I prodotti troppo secchi devono essere quindi ridotti, in particolare i prodotti da forno (pane, pizza, biscotti, fette biscottate ma anche gallette di riso e cibi cotti al forno in generale), preferendo delle preparazioni più morbide e idratanti, che facilitano anche il lavoro dell’apparato digerente che si trova in questo momento nel periodo di massima attività. Per ovvi motivi sono da considerare poco adatti alla stagione anche i prodotti dall’effetto raffreddante: tutti i latticini freschi (soprattutto mozzarella, yogurt, latte crudo ecc.) che tendono a rinfrescare e rallentare il metabolismo, i derivati della soia come yogurt di soia e tofu (fanno eccezione miso e shoyu, ovvero i prodotti a base di soia fermentata), i gelati ed i prodotti congelati, i vegetali estivi come pomodori, cetrioli e lattughe dolci e tutti i vegetali fuori stagione o la frutta tropicale.

I cibi più adatti alla stagione sono dunque le verdure naturalmente amare (cicoria, scalogno, tarassaco, indivia riccia e scarola, radicchi, cavoli, aglio e cipolla, porro) ma anche dolci, naturalmente riscaldanti (zucca, rapa rossa, piselli, finocchi, topinambour) oltre a castagne e frutta di stagione; legumi precedentemente ammollati e ben cotti, consumati con il loro brodo; cereali, in particolare miglio, farro, saraceno, riso tondo, avena, segale, sia in chicchi che come pasta; seitan; condimenti naturali come miso, crema di sesamo, oli vegetali, agro di umeboshi e erbe aromatiche di ogni tipo, zenzero e, tra le alghe, in particolare kombu e wakame che hanno una natura umida. Tra le proteine di origine animale si possono consumare uova, formaggi semistagionati, in particolare di capra e pecora, carni bianche e occasionalmente rosse, pesce (che è generalmente raffreddante, ad eccezione di tonno e pesce spada, e che va quindi consumato in zuppe o cotto più a lungo con l’aggiunta di erbe aromatiche che bilancino la natura fredda dell’alimento).

Tra le cotture, sono da preferire le zuppe, i brodi e le vellutate, purché non cotte sempre a pressione, verdure, cereali o legumi bolliti, stufati (tipo nishimé) di verdure, cereali, legumi o seitan, verdure o frutta a vapore.

 

Print Friendly, PDF & Email

Subscribe

Subscribe to our e-mail newsletter to receive updates.

No comments yet.

Lascia un commento