Il Miglio o Coda di Volpe

Il Miglio o Coda di Volpe

Il miglio è un alimento fondamentale di Africa e Asia, anche se diffuso tradizionalmente anche nella nostra Europa, probabilmente originario dell’india. E’ uno dei più antichi cereali coltivati, dato che si confaceva, per le sue caratteristiche botaniche (crescita rapida, radici poco profonde), al nomadismo i popoli nomadi dell’Asia ancora lo prediligono. Lo troviamo coltivato in Cina intorno al 2800 a. C. Quando la razza ariana decrebbe in India, il suo utilizzo fu soppiantato dal consumo di orzo, cerale più adatto a uomini robusti e soldati. È stato ritrovato in Italia in tombe neolitiche, a testimonianza della presenza di una sua coltivazione in epoche preistoriche anche nel nostro paese. Fu largamente usato in epoca romana e medievale, per poi declinare a favore di cereali più produttivi. Nelle regioni dell’Italia meridionale, il miglio viene solitamente indicato con il pittoresco vocabolo vernacolare di “Vulpicoca” (Vulp’coc). La radice etimologica del nome dialettale si deve alle caratteristiche inflorescenze paragonabili per forma alla coda della volpe. È una specie termofila e xerofila. Particolarmente esigente per quanto riguarda le temperature, nelle regioni temperate vegeta con ciclo primaverile-estivo. Ha una spiccata resistenza alla siccità e non mostra particolari esigenze pedologiche, perciò si presta per la coltivazione in aree aride o semidesertiche e su suoli poveri. Nei paesi industrializzati dell’Europa, dell’America, dell’Oceania, questa specie ha perso del tutto importanza e ha una diffusione marginale anche come cereale foraggero. L’unico impiego economico è come componente di mangimi e becchime per i piccoli uccelli. È invece ampiamente coltivato in aree semidesertiche dell’Asia e dell’Africa, nonostante abbia una diffusione nettamente inferiore a quella dei principali cereali di questi continenti (sorgo e riso). La coltivazione del miglio interessa l’Africa subsahariana, il Medio Oriente, l’Ucraina, la Russia, il Kazakistan e, soprattutto, l’India e la Cina.

E’ il cereale della gaiezza e del cambiamento perché tradizionalmente legato a Mercurio, pianeta trasformatore e guaritore, piccolo e veloce, comunicatore che unisce terra e cielo. Questa sua componente mobile e veloce si riflette anche nello scarso apparato radicale. Gli viene attribuita la proprietà di combattere gli aborti, e quindi è consigliato alle donne in gravidanza. Non a caso, nell’antica mitologia tedesca esisteva una dea protettrice della fertilità che dimorava sul Monte del Miglio. Secondo la scuola Salernitana, il miglio “essicca gli umori superflui”.

La sua ricchezza di sali minerali, soprattutto di fosforo che agisce sulle cellule nervose, lo rende indicato per combattere la fatica intellettuale, la depressione nervosa e l’astenia, facilitando la chiarezza e l’ordine mentale. È anche molto ricco di magnesio che gli conferisce potere rilassante, riequilibrante, decongestionante e leggermente lassativo, prevenendo l’indurimento muscolare e la rigidità (Per preservare questa ricchezza di magnesio è necessario cuocerlo in acqua non molto dura perché il magnesio è in competizione con il calcio). È quindi indicato, anche per il contenuto di lecitina e colina, a intellettuali e nervosi che tendono ad arenarsi nell’intelletto fisico. La sua povertà di sodio lo rende un leggero diuretico, adatto anch’esso quindi alle diete dimagranti proprio per le proprietà concentranti e l’azione drenante sui liquidi in eccesso. Stracotto è curativo per i disturbi di stomaco. A livello energetico sostiene infatti tutto l’apparato digerente, in particolare pancreas, milza e stomaco. La peculiare ricchezza di silicio lo rende un vero e proprio integratore per la bellezza di pelle e capelli, unghie e smalto dei denti, nonché per la funzionalità del sistema sensorio e di tutte le parti che sono a contatto con il mondo esterno, verso il quale questo minerale svolge la sua caratteristica funzione di mediazione (in particolare come veicolo della luce all’interno del corpo). É ricco anche di ferro, calcio, fluoro, vitamina A e del gruppo B.

Ha molte proteine ma non ha tutti gli aminoacidi essenziali. I 3 aminoacidi mancanti possono essere compensati dall’abbinamento con i legumi. Contiene molto olio, nonostante il suo sapore sabbioso e la consistenza granulosa. I suoi grassi hanno un alto valore fisiologico-nutritivo.

Tra i cereali (che sono tutti leggermente acidificanti) il miglio è il più alcalinizzante e quindi molto amato dalla cucina naturale e macrobiotica. È inoltre molto contrattivo, secondo solo al saraceno, e la sua natura è riscaldante, andando così a stimolare il processo di calore (adatto quindi alle stagioni più fredde).

Il tegumento, coriaceo, è impossibile da masticare e del resto privo di nutrienti. Contiene però glutine, a differenza del semino interno: se la decorticazione non è ben fatta, il cereale non può quindi essere destinato ai celiaci.

La ricerca scientifica sempre di più cerca nelle piante e dunque nella natura un aiuto nella lotta a patologie particolarmente invalidanti e che colpiscono percentuali della popolazione sempre maggiori. Alcune ricerche hanno confermato l’aiuto che il miglio può dare nel Diabete di tipo 2, nel miglioramento del profilo lipidico e dello stato anti-infiammatorio, nella riduzione della pressione arteriosa, nella diminuzione dello stress ossidativo e anche una sorta di regolazione dei diversi geni correlati all’obesità. Ci sono poi tutta una serie di proprietà collegate in maniera specifica agli attivi riconosciuti anche dalla Commissione Europea, come ad esempio la Vitamina B3 o Niacina che contribuisce al normale metabolismo energetico, al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione psicologica. La presenza di C-glycosylflavones esercita un’azione anti-tiroidea e quindi il cereale non è adatto a chi soffre di ipotiroidismo.

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